mercoledì 7 novembre 2007

I casellanti ferroviari di Cagliari: una vertenza difficile ma tutta aperta

La metropolitana leggera manda a casa i dipendenti delle Ferrovie. Ventisei casellanti sull'orlo del licenziamento, pronti anche ad azioni clamorose per poter sfamare ancora le loro famiglie. Lavoratori giunti ormai alla disperazione, senza una soluzione positiva dietro l'angolo. Ed è la nuova vertenza occupazionale che si apre, una delle più tese dell'anno, nel panorama cagliaritano. La loro storia ha dell'incredibile: licenziati per colpa del progresso che avanza, e di un nuovo sistema di trasporto. «Con il passaggio dalle Ferrovie della Sardegna alla regione ci ritroviamo ad essere esclusi dalle assunzioni- spiegano i casellantibasterà l'accensione dei semafori veicolari e della nuova metropolitana per farci perdere il posto. Eppure pur di essere stabilizzati non abbiamo esitato a prendere altri titoli e le patenti necessarie. Ora invece subiamo la beffa e la discriminazione: non possiamo partecipare ai bandi della Regione e neppure alle selezioni per autisti, che avverranno in questi giorni all'interno dell'azienda, che sinora aveva sempre salvato tutti i posti di lavoro». Casellanti fortemente in bilico dunque, ma pronti a tutto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro situazione: «Chiediamo di restare all'interno delle Fds- affermano- ci basterebbe ripartire come avventizi per poi passare di ruolo, come è sempre avvenuto ai colleghi delle altre tratte ferroviarie sarde. Se questo non avverrà siamo pronti a occupare la sede di via Cugia, o a manifestare bloccando viale Marconi oppure sotto il palazzo della Regione. L'azienda ha bisogno di centinaia di unità, ma prima di assumere altro personale deve sanare le emergenze occupazionali come la nostra. Abbiamo speso migliaia di euro per autoqualificarci, e tra di noi ci sono padri di famiglia che vivono nella più estrema povertà». Non resta che attendere i prossimi sviluppi della vertenza, sperando che non assuma toni drammatici. Alcuni dei casellanti, quelli che hanno meno possibilità economiche, hanno scelto addirittura di lavorare col doppio turno: dalle 5 alle 20, ogni giorno, su quel binario che rischia di diventare morto. «Qualcuno di noi vive al limite dell'emarginazione». ■
Jacopo Norfo - Il Sardegna
------------------------------------------
Il pezzo di Jacopo non dà conto, evidentemente non è stato avvisato, della importante riunione che si è tenuta ieri mattina in Ferrovie. I casellanti, che sono molto uniti, hanno chiesto e ottenuto un incontro col direttore generale Fds (ingegner Porceddu) e col commissario governativo (ingegner Caruso). Che hanno rassicurato tutti (c'ero io e due sindacalisti di Cisl e Uil) sul fatto che l'azienda non intende licenziarli.
Certo la posizione di questi ferrovieri, che in otto ore di lavoro quotidiano non arrivano a 600 euro al mese, è molto instabile: il loro contratto non è a tempo indeterminato. E la condizione è resa ancora più difficile dal passaggio delle Fds dallo Stato alla Regione. Del problema si sta interessando l'assessore al Lavoro, Romina Congera, e se ne interessa anche l'assessore ai Trasporti Broccia. Ho chiesto a Luciano Uras, il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, di intervenire come meglio crede sulla vicenda (forse basta un ordine del giorno, che vincoli la Giunta ad operarsi per questa stabilizzazione). Vedremo e lavoreremo con questi operai, che sono tutti iscritti a Zona deprecarizzata e che hanno chiesto a Zd di essere rappresentati in tutti i tavoli.
Dopo tre anni di lavoro così hanno diritto ad essere stabilizzati e a una retribuzione decorosa. Anche per questo, sottolineando il rischio che la nuova metropolitana leggera possa partire male, insieme al collega Massimo Zedda (Sinistra democratica) oggi deposito un ordine del giorno in Consiglio comunale per chiedere al sindaco che si attivi insieme al collega di Monserrato, competente per tratta ferroviaria...
Ma le azioni forzate in questa fase non servono e non hanno senso. C'è un tempo per tutto. Per ora ai lavoratori va detto grazie, per la forza e l'unità che stanno mostrando. Insieme a un invito: le polemiche col sindacato e alcuni sindacalisti ora non servono. Le polemiche sono più efficaci una volta ottenuto il risultato. (c.c.)

---------------------------------------------------------
Concordo perfettamente con te Claudio,sicuramente Jacopo non è stato avvertito in tempo,sono certo che se riusciremo a vincere questa partita sarà una grande vittoria anche per le Fds che ancora una volta avranno modo di dimmostrare tutta la loro serietà.

Nessun commento: